Carissimi amici della FFB,

ottobre, nella vita della Chiesa universale, è da sempre considerato il mese missionario per eccellenza. Il mese, cioè, nel quale, ricordiamo che la nostra vita di cristiani è, per sua natura, missionaria. Anche noi, con la nostra fraternità di Rovio, sentiamo la necessità di riscoprire questa vocazione: in questo mese continuiamo con maggiore impegno tutte le attività pastorali con i nostri GAD, con gli oblati, con i GDB, oltre a riprendere tutte le attività di accoglienza dei vari gruppi che ci chiedono di condividere con noi la nostra vita e la nostra esperienza di preghiera e di fraternità.

Spesso può essere difficile capire come si possa essere missionari nel proprio ambiente di vita. Forse la missione è qualcosa che riguarda – almeno secondo i nostri punti di vista – alcuni che, per una vocazione particolare, partono per qualche parte sperduta del mondo per dare il loro servizio a popolazioni che non hanno ancora conosciuto il Vangelo. Invece, la dimensione missionaria è proprio legata al nostro Battesimo: questo significa che tutti siamo missionari. Proprio tutti: anche le madri di famiglia, o i professionisti o i semplici impiegati che, ogni giorno, faticano sui loro posti di lavoro. Allora, si tratta di capire come si possa essere missionari proprio in quegli ambienti.

La risposta c’è: quello che colpiva, all’inizio dell’avventura degli apostoli, non era tanto la loro preparazione teologica, e nemmeno la loro capacità di convincere. Del resto, tutti sapevano che Pietro, Giovanni, Andrea e gli altri erano gente semplice, lontana da discorsi teologici astratti. Ciò che faceva riflettere della loro persona era la passione che mettevano nel parlare di Gesù. Era una passione che traspariva dai loro volti, dalle loro parole e dalle loro azioni. Per noi, essere missionari, in fondo, significa fare la stessa cosa: vivere con passione l’amicizia con il Signore. Cioè vivere la nostra appartenenza alla Chiesa, alla parrocchia, al gruppo di preghiera e l’essere oblati con una passione che nasce dal desiderio di dire agli altri quanto è bello e fonte di felicità stare con il Cristo, essere suoi amici e suoi discepoli.

Allora, in questo caso, diventiamo missionari del suo amore, e anche se non andremo mai in capo al mondo ad evangelizzare popoli stranieri, saremo apostoli pieni di passione per il suo regno.

La fraternità di Rovio

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