Prova a prendere un foglio di carta e una penna. Prova adesso a fare l’elenco delle cose che hai fatto ieri; il lavoro, gli impegni che hai portato a termine, gli imprevisti che hai incontrato lungo la giornata e che ti hanno scocciato. Prova anche a pensare alle persone che hai incontrato e con le quali sei stato. Insomma, cerca di fare un quadro del tempo che hai avuto e di come lo hai usato.

Per caso, nella tua lista, c’è anche la parola “conversione”? Forse no, immagino. 

Eppure, è la cosa più importante e urgente che bisogna mettere in pratica; del resto, il tempo che hai ti è stato dato proprio per quel motivo. Il vangelo della III Domenica di Quaresima di quest’anno riporta un dialogo tra Gesù e alcune persone le quali gli raccontano dei fatti di cronaca avvenuti proprio in quei giorni per cercare di capirne il significato.

Non è poi così diverso anche ai nostri giorni. Quante volte anche noi vorremmo chiedere al Signore perché accadono certi avvenimenti: di quanti fatti di cronaca, di quante situazioni ingiuste o di quanti innocenti morti per guerra o per fame, o vittime della follia fondamentalista di tanti uomini che si nascondono dietro il nome di Dio per uccidere…

Eppure, la risposta di Gesù ci riporta nuovamente all’essenzialità e alla praticità del vangelo: cambiare tutto questo si può. Ma da dove cominciare? Il punto di partenza, in realtà, non è così lontano da noi, perché è il nostro cuore. È quello che deve iniziare a cambiare, e non quello degli altri. Tutte le guerre, tutto il dolore e l’ingiustizia che c’è nel mondo parte proprio dal cuore di ciascuno di noi. ecco il punto di partenza: dunque, l’impegno della conversione – in questo tempo santo di Quaresima – è proprio necessario. È uno stile di vita che inizia in questo spazio penitenziale, ma che poi deve durare tutta la vita. Soltanto allora potremo rispondere all’amore paziente di Dio con frutti di vita nuova e di sincero cambiamento interiore.

La fraternità di Rovio

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