Carissimo Gesù, 

Spero tu stia bene. In realtà è da tempo che volevamo scriverti, perché – sinceramente – avremmo bisogno di spiegazioni. La vita è già complicata di suo, con tante cose che ci succedono tutti i giorni e che non riusciamo a capire. Adesso, poi, ti ci metti anche tu! Prendiamo il vangelo di domani, per esempio. C’è una donna, colta in flagrante adulterio: ora, secondo la legge del tuo tempo, donne come questa dovevano essere lapidate. È la stessa cosa che ti ricordano gli scribi e i farisei; ora, a dire la verità a loro della donna o della legge non interessava poi tanto. Volevano semplicemente metterti in difficoltà su un caso spinoso: volevano, in parole povere, farti fare una brutta figura. E tu, cosa avresti potuto dire? Se tu avessi detto: “Bisogna osservare la legge!”, allora subito avrebbero osservato con malizia che non eri per niente un profeta di misericordia, visto che condannavi quella donna. E se poi, invece, avessi detto di lasciarla in pace? I tuoi detrattori avrebbero detto che con le tue parole tu insegnavi a disobbedire alla legge. 

Insomma, davvero un bell’impiccio! E tu invece, pronunci una frase che lascia tutti di stucco: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7). Ora, a noi questa frase ci confonde le idee, e non di poco! Ma scusa, Gesù, tu non sei quel Dio che premia i buoni, quelli che si comportano bene e che seguono la tua legge, e mandi invece all’inferno i peccatori e i disobbedienti? Non mandi a destra le pecore e a sinistra i capri, spedendoli di filato nel fuoco eterno? 

Invece, in questo brano del vangelo, dici una cosa che è davvero complicata da capire per noi. Noi non abbiamo il diritto di giudicare nessuno, per quanto sia colto con le mani nel sacco. Noi, che siamo così pronti ad appiccicare sulle persone i nostri giudizi, che siamo così svelti a decidere chi è buono e chi è cattivo… tu vuoi aspettiamo un attimo, prima di lanciare quei sassi di cui sono piene le nostre tasche. Forse vuoi dirci che il rischio è che ci tornino indietro, perché anche se nessuno ci ha mai beccato con le mani nel sacco, anche se finora l’abbiamo sempre fatta franca, Dio ci conosce e vede nel profondo del nostro cuore? 

Comunque, Gesù, c’è qualcosa di ancora più complicato da capire per noi: quando tu dialoghi con questa donna, dopo che tutti sono andati via – per vergogna o per calcolo, chissà – non la rimproveri per niente. Non dico una ramanzina o una bella lavata di capo, questo no! Ma nemmeno un rimprovero bonario, o una pia esortazione su quanto è brutto il peccato? 

Niente di tutto ciò. La lasci andare via, dicendole che nemmeno tu la condanni. 

Scusa, Gesù, però per noi il tuo comportamento è inspiegabile. Noi vogliamo sempre vedere vincere i buoni e i cattivi puniti per bene. E invece tu ci dici che davanti a te non ci sono né buoni né cattivi, ma solo persone con una dignità. 

Ecco, forse il punto è proprio questo: la dignità. A nessuno dei presenti interessava della dignità della donna: nessuno si è chiesto se lei si vergognasse, o se fosse profondamente mortificata per il fatto che la stavano semplicemente utilizzando come merce di scambio, per metterti in difficoltà… a te invece sì. 

Forse vuoi dirci che per te esistono solo persone da rispettare, da amare e che a te non importa per niente il nostro passato, per quanto possa essere torbido? Non ti interessano i nostri scheletri negli armadi, perché tu ci vuoi bene così come siamo? 

Chissà… senti, Gesù, noi siamo davvero confusi: tu metti in crisi tutte le nostre idee su Dio e su come si comporti realmente con ciascuno di noi. Se tu fossi così gentile da spiegarti, te ne saremmo molto grati. Aspettiamo una risposta da te; puoi scriverci a questo indirizzo, o chiamarci sui nostri telefoni. Anzi, facciamo una cosa: prova a darci la risposta direttamente nel profondo del nostro cuore. Qualche volta, quando siamo in silenzio e da soli, siamo ancora capaci di ascoltarti. Grazie di cuore. 

La FFB di Rovio, e… tutti gli altri!

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