Ci sono delle situazioni, nella nostra vita, nelle quali ci sentiamo come in mezzo al deserto. Dopo aver camminato tanto, ci sentiamo stanchi e senza forze. Quante volte ci sembra di non aver concluso nulla? Quanti progetti per i quali avevamo investito tempo e risorse si sono esauriti man mano come un fiume che si è impoverito sempre più fino a seccarsi del tutto? Quante relazioni che ritenevamo importanti invece si sono dissolte nel nulla? Quante volte la malattia, la sofferenza e la solitudine ci hanno visitato proprio quando meno ce l’aspettavamo, e ci hanno costretto a una drastica revisione dei nostri progetti e dei nostri obiettivi?

SG103623Quelli sono i momenti nei quali ci sentiamo smarriti e fermi, proprio come quando – in mezzo al deserto – non si sa che strada percorrere per giungere alla salvezza. Sono gli attimi in cui tutte le nostre convinzioni vacillano, e mettiamo in discussione persino le certezze su cui abbiamo costruito la nostra vita. Eppure, quei momenti sono preziosi: essi ci fanno comprendere che persino nel deserto c’è possibilità di vita. Una vita che nasce e che cresce pian piano, nutrendosi di essenzialità. Elia, il grande profeta, dovette sperimentare il deserto e la sconfitta per capire che Dio lo chiamava a cose ben più grandi di quelle che egli aveva progettato fino ad allora. Forse, la cosa più utile che si può fare quando si è nel deserto è quella di sedersi e di aspettare: presto una brezza di vento leggero, un mormorio silenzioso verrà ad annunciarci la visita di Colui che non si dimentica di noi. Proprio come alla donna samaritana, Qualcuno ci si farà accanto, e si metterà a conversare amichevolmente con noi. Ci spiegherà e ci farà vedere cose di noi che nemmeno conoscevamo di noi stessi, e poi ci disseterà con la sua acqua viva.

Ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo”. (A. de Saint-Exupéry)

La fraternità di Rovio

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