Come ogni anno, noi Giovani di Betania di tutta Italia ci siamo trovati per una settimana in montagna al fine di confrontare il cammino intrapreso durante l’anno.
Il tema di questo campo estivo era: “I Discepoli di Emmaus”.
Sulla base di questo abbiamo intrapreso un vero e proprio viaggio spirituale che ci ha portato progressivamente verso “Gerusalemme”.
Partimmo dall’immagine del Deserto, sempre un punto critico e di cambiamento, come è scritto nel libro del profeta Osea Cap 2, 16 “Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e le parlerò al suo cuore”.
Nel nostro deserto spirituale abbiamo sperimentato cosa vuol dire sentirsi abbandonati.
“Noi speravamo davvero che gli fosse colui che avrebbe liberato Israele..” Lc 24, 21
Il punto è capire che il deserto è proprio parte del cammino ed è vero che Gesù ci parla, i discepoli non lo riconobbero quando accadde e così anche noi!
Gli animatori hanno fatto leva sul “lasciarsi andare”, imparare a fidarsi di Dio, facendo capire che le paure non sono un ostacolo ma una conseguenza del Desiderio.
Io desidero essere felice ma ho paura di essere triste.
Io desidero andare a Gerusalemme ma ho paura che Gesù non sia risorto davvero.
Sentirsi delusi e demoralizzati è naturale, ma a questo Gesù risponde liberando il cuore e la mente da ciò che ci offusca.
Il miglior modo per esorcizzare una paura è quello di tirarla fuori, raccontarla a Lui e farsi guidare.
“Davvero il signore è risorto ed è apparso a Simone! Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come lo avevano riconosciuto nello spezzare il pane” Lc 24, 34-35
Con questa parte del brano siamo diventati dei veri e propri Missionari.
Questa è la verità, non saremo mai soli, basta cambiare punto di vista e passare dal “Perchè?” al “Per chi?”.
Il resto è una conseguenza.

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