Carissimi amici della FFB di Rovio, 

Il vangelo che abbiamo ascoltato domenica è un po’ spiazzante, perché ci presenta l’immagine di un Dio ben diversa da quella che siamo abituati a concepire nelle nostre idee religiose. Abbiamo ancora in mente le grandi teofanie divine dell’Antico Testamento, nelle quali il Signore Altissimo, Adonai, si manifestava al popolo d’Israele tra lampi, tuoni, terremoti e sconvolgimenti della natura. Tutti modi, questi, per dire che Dio era il Santo, di fronte al quale temere e aver paura perché nessuno poteva vedere Dio e restare in vita. Questo, del resto, lo sapevano bene anche gli apostoli e i discepoli, i quali di fronte a Gesù che se ne sta dinanzi a loro sorridente e pieno di vita, risorto dalla morte, sono esterrefatti e incapaci di pronunciare nemmeno una parola. E Gesù cosa fa? Non si lancia in disquisizioni teologiche riguardanti le caratteristiche salienti del suo corpo glorioso, né dà dimostrazione della sua potenza con luci eteree che manifestano la sua divinità… Niente di tutto questo. Semplicemente, chiede da mangiare. E gli danno il cibo più ordinario e comune che si potesse trovare sulla tavola di pescatori: il pesce. Questo è davvero sconvolgente. Eravamo abituati a tutto, con Gesù: miracoli di ogni genere, comando sulle forze della natura, e persino il potere di sovvertire le regole della morte, prima per gli altri, e poi per Lui stesso. 

Ma a questa immagine di Cristo che, risorto, con le piaghe vermiglie e quasi palpitanti, si siede a tavola con i suoi e, come se niente fosse, mangia allegramente il suo pesce con le mani, proprio non eravamo abituati. Forse, però, il Signore Risorto vuole dirci qualcosa di molto importante. La sua risurrezione è l’esperienza che rende Gesù non più lontano da noi, quasi che Egli ormai sia un’entità astratta e lontana dalle nostre preoccupazioni quotidiane. Egli, piuttosto, ci trasmette l’immagine più sconvolgente che poteva darci di Dio. Quella, appunto, di un Dio normale. Di un Dio, cioè, vicino alla nostra quotidianità e alla nostra vita, proprio come può esserci vicino colui che mangia accanto a noi ad ogni pranzo o ad ogni cena. Gesù è il Signore risorto dalla morte, e vive davvero con noi; se gli facciamo spazio, verrà volentieri a mangiare con noi e a condividere, lungo la nostra giornata, le nostre fatiche e le nostre piccole gioie quotidiane. Basta fargli spazio e aggiungere un posto a tavola…

La fraternità di Rovio

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