Accanto ad un pozzo si possono fare incontri davvero imprevisti. Soprattutto quando si è in un deserto o in un luogo in cui la sete è uno dei nemici più difficili da combattere; si va per prendere dell’acqua, e s’incrociano personaggi davvero fuori dal comune. E’ proprio quello che accade ad una donna samaritana, la quale recatasi a mezzogiorno di un giorno qualsiasi ad un pozzo per attingere e riempire la sua giara, vi trova un personaggio davvero originale. Che strano! L’uomo è evidentemente un giudeo: eppure questi non si fa nessun problema a rivolgerle la parola – a lei, che è una samaritana – per

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parlarle di sete e di acqua. Ma è una sete, quella di cui parla lo strano personaggio, diversa da quella fisica: è quell’arsura profonda che si sente nel cuore quando si è da soli, in silenzio, e che chiede di essere dissetata con un’acqua diversa.

Stiamo vivendo giorni davvero strani. Le nostre città sono silenziose, le strade vuote e i negozi chiusi: nell’aria si respira paura e preoccupazione, ma anche tanta voglia di lasciarsi il prima possibile questo periodo alle spalle, come se fosse solo un brutto ricordo. In fondo, anche noi siamo proprio come la samaritana: in mezzo ad un deserto. Eppure, non ci siamo accorti che in questo silenzio innaturale, accanto a noi c’è un pozzo. E’ proprio lì che il Signore ci aspetta: quando il silenzio e la solitudine diventano un’opportunità, anche noi riusciamo a sentire le parole di uno Sconosciuto che ci invitano a dissetarci di un’acqua nuova, che disseta quella sete profonda che ciascuno di noi porta dentro.
Allora, anche un incontro fortuito vicino ad un pozzo diventa decisivo per la nostra salvezza, che è dono del Signore.
La Fraternità di Rovio

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